Chi Siamo

Passo dopo passo abbiamo percorso terre di creta, montagne di roccia, valli di verde. L’acqua ci ha inzuppato come spugne, il sole ci ha asciugato e ci ha rosolato. Non sempre la tendina ci è stata rifugio, svariate volte abbiamo preferito le stelle. Non abbiamo cercato exploit, abbiamo sempre raggiunto la meta prefissata. Chi non l’ha saputa vedere … ha optato per “il corso”. La meta non sempre tutti l’hanno scorta o meglio, tutti hanno capito e sentito che c’era ma, spostandola sulla vita, era un bel sacrificio proporsela.
Tra sacrifici e stanchezze, tra perseveranza e voglia di mollare, a volte mollando, tra ‘do tutto’ e ‘ho altro per la testa’… ci siamo sempre ritrovati a desiderare la stessa meta. E’ sempre stata chiara la nostra meta, un Cristo splendente sulle otto Beatitudini e il raggio della Resurrezione.
A me è parso di dover mostrare che anche quella che indicavo era una Strada possibile: strada di pellegrini e di cavalieri, di eroi e di vigliacchi, di uomini d’onore e di “quaquaraqua”, di scippatori da due soldi e di ‘non mollo’. Ma era pur sempre la strada francigena del Grande Pellegrinaggio. Era la Strada di Gerusalemme e di Roma, di Compostella e del Monte dell’Angelo ma, soprattutto, della cappellina dimenticata, della Chiesa abbandonata da fedeli dileguati, era la Strada di Assisi e di Gubbio.
Era la Strada che scorreva tra gli uomini e anche lontana dal rumore degli uomini. Era la Strada delle grandi Cattedrali ma era la Strada che offriva quel pò di spazio per inginocchiarcisi e che, ovunque rivolti, ci faceva volgere all’ “Altissimo e Glorioso Dio, – che – illumini le tenebre de lo core mio” al quale abbiamo vergognosamente chiesto sempre ” fede dritta, speranza certa e caritade perfetta, senno e cognoscemento…” .
Siamo anche questo che siamo stati e ci proponiamo di condividere con chi ha un sentire comune, un pò di quello spazio per calcare le stesse orme , per poggiare le ginocchia, per condividere lo stesso angolo di cielo. Almeno per qualche giorno.
